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	<title>Progetto Musica di Dinelli Maurizio &#187; rock</title>
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		<title>Ivan Graziani: Biografia</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 11:29:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LuisaB</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Scomparso nel 1997, <strong>Ivan Graziani</strong>, abruzzese (ma di madre sarda) Ivan Graziani, nato a Teramo il 6 ottobre 1945, ha sfoderato una serie di canzoni di grande cantabilità e di indimenticabile tenerezza espressiva.<br />
Dopo aver masticato musica fin da piccolo &#8211; in particolare il rock &#8211; Ivan Graziani fonda negli anni &#8217;60 il gruppo degli &#8220;Anonima sound&#8221;, dopo il diploma di arti grafiche preso più per dovere che per conv inzione. Con il gruppo partecipa al Cantagiro del 1967 con il brano &#8220;Parla tu&#8221;, classificandosi ultimo; i ragazzi si rifanno però l&#8217;anno dopo con &#8220;L&#8217;amore mio, l&#8217;amore tuo&#8221;, che ottiene un buon piazzamento nella sezione complessi. Ivan riesce infine ad incidere, sempre con il suo gruppo, cinque 45 giri. Entrato nel mondo della musica a liv ello professionistico gli si aprono le porte a numerose collaborazioni.<br />
Nel 1974 inizia finalmente la carriera di cantautore solista con l&#8217;LP &#8220;La città che io vorrei&#8221;, e due anni dopo sono sue le chitarre nell&#8217;album di Lucio Battisti &#8220;La batteria, il contrabbasso, eccettera&#8221;. Ed è proprio il grande Battisti il primo a credere in lui. Sempre nel 1976 esce un disco pubblicato  alla casa discografica Numero Uno, proprietà del duo Mogol-Battisti: &#8220;Ballata per 4 stagioni&#8221;. Le vendite purtroppo sono ben inferiori alle aspettative.<br />
L&#8217;anno seguente Ivan Graziani ci riprova e il dolce brano &#8220;Lugano addio&#8221; trova i primi riscontri tra il pubblico, che così lancia di fatto l&#8217;album &#8220;I lupi&#8221;.<br />
Nel 1978 ancora un nuovo album, &#8220;Pigro&#8221;, quello della consacrazione: le canzoni &#8220;Monna Lisa&#8221;, &#8220;Pigro&#8221; e &#8220;Paolina&#8221; sono veri e propri tormentoni, riproposti in continuazione dalle radio del periodo. Sono questi gli anni in cui il tenero Ivan Graziani è sulla cresta dell&#8217;onda, gli anni in cui il pubblico lo segue. Nel 1979 &#8220;Agnese&#8221; diventa un hit, mentre nel 1980 &#8220;Firenze (Canzone triste)&#8221; rende Ivan Graziani la stella musicale del momento. Gli ingaggi per lui si sprecano. Viene chiamato a comporre la colonna sonora de &#8220;Il grande ruggito&#8221; e nel 1981, oltre a produrre &#8220;Seni e coseni&#8221;, compare nel film &#8220;Italian boys&#8221;.<br />
Arrivato in vetta, da qui comincia la sua lenta parabola discendente. I suoi successiv i lavori, &#8220;Ivan Graziani&#8221; e &#8220;Nove&#8221;, sono indubbiamente album di pregio, che però stranamente non ottengono il consenso sperato. Inizia una fase un po&#8217; oscura e poco produttiva: il mediocre &#8220;Piknic&#8221; del 1986 ne è la prova evidente (si possono salvare soltanto il rock di &#8220;Sola&#8221; ed il classico lento &#8220;Rosanna non sei tu&#8221;), anche se qualche anno dopo il cantautore pare risorgere fortificato e ancora pieno di idee, come testimonia il bellissimo &#8220;Ivangarage&#8221;. Il pubblico però pare averlo proprio abbandonato.<br />
I giovanissimi lo scoprono con &#8220;Maledette Malelingue&#8221; nel Festival di Sanremo del 1994, a cui Ivan aveva già partecipato nell&#8217;edizione del 1985 con &#8220;Franca ti amo&#8221;: le vendite dei sui dischi permangono su cifre non certo entusiasmanti. Bisogna dire che Graziani era un artista che non ha mai cercato la popolarità a tutti i costi, né ha mai &#8220;inquinato&#8221; il suo lavoro artistico abbracciando logiche smaccatamente commerciali. Come cantautore è sempre rimasto legato alla sua poetica, usa a raccontare la realtà della provincia. Una tematica forse non di grande effetto ma sicuramente vera e genuina.<br />
Nel 1996 si consolida l&#8217;amicizia e la collaborazione artistica tra Renato Zero e Ivan Graziani.<br />
Pubblica &#8220;Fragili fiori Livan&#8221; dove trovano spazio brani classici del suo repertorio in versione dal vivo e cinque inediti tra cui &#8220;La nutella di tua sorella&#8221; dove interviene vocalmente Renato Zero.<br />
Il giorno 1 gennaio 1997 il cantautore, non ancora cinquantatreenne, si è spento nella sua casa di Novafeltria colpito da un male incurabile.<br />
Nel 1988 è uscito un romanzo-diario, &#8220;Arcipelago Chieti&#8221;, il racconto di un mese, dal 19 Novembre al 19 dicembre del 1971, trascorso dal cantautore all&#8217;ospedale militare, durante il servizio di leva.</p>
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